Warner Music Italy
Fabrizio Moro

Discografia

« torna alla discografia

(2010) Ancora Barabba

Album 1CD: © Atlantic

tracklist CD1
1. Un pezzetino  
2. Sangue nelle vene  
3. Non è una canzone  
4. Sei andata via  
5. Barabba  
6. Il senso di ogni cosa  
7. Non gradisco  
8. Il peggio è passato  
9. Desiderare  
10. Melodia di giugno  
11. Il momento giusto  
12. Quel fischio sopra la pianura  
13. Ottobre  
Ancora Barabba

 

"Ancora Barabba" con il commento di Fabrizio Moro brano per brano


I 7 INEDITI...


QUEL FISCHIO SOPRA LA PIANURA
«Una traccia che esula dalla filosofia generale dell'album. Una poesia per voce e pianoforte con le parole scritte da Roberto Roversi e la musica composta da Gaetano Curreri degli Stadio. È la rivalutazione degli operai nell'età moderna: un brano etereo con molte metafore per cantare la voglia degli operai di riprendersi la propria importanza».

DESIDERARE
«L'arrangiamento più duro del disco, un rock quasi heavy, per lanciare un messaggio di speranza e ottimismo. La canzone parla di tutto quello che io mi aspetto dalla vita se la vivo al massimo delle mie capacità. Noi abbiamo la possibilità e soprattutto il diritto di gestire la nostra esistenza. Dobbiamo dare sempre il massimo di noi stessi, ma proprio per questo dobbiamo anche aspettarci il massimo».

NON È UNA CANZONE
«Il brano che porto al Festival di Sanremo ha un incedere sonoro fra reggae e rock con un finale virato nel grunge. A renderlo ancora più originale ci sono gli scratch di Dj Jad (ex Articolo 31). Il testo è un inno alla libertà. É la volontà di riprendere il controllo della nostra vita, sempre più vincolata e corrotta dagli stereotipi che la società ci impone. Ho scritto questa canzone pensando a mio figlio Libero, che ha 6 mesi: gli auguro di non dover patire ciò che ha dovuto sopportare suo padre e tutta la mia generazione. Per noi qualunque cosa è complicata: si fa fatica perfino a essere onesti. Questo singolo è la traccia che più rappresenta l'intero cd "Ancora Barabba", perché è una canzone di protesta, però costruttiva... con uno sguardo al futuro pieno di ottimismo».

NON GRADISCO
«Tutte le cose che non riesco a digerire. Lo spunto da cui è nata questa canzone è una domanda che mi ripeto spesso quando osservo le persone anziane: vorrei essere giovane con questa vita davanti oppure essere anziano come loro e aver lottato per ideali importanti e aver vissuto nel periodo più bello dell'Italia, quello della rinascita dopo la guerra? La risposta è sempre la stessa: vorrei essere nato negli Anni '50. Nella mia professione sono costretto a cercare spesso il compromesso per andare avanti; così cerco di sfogarmi almeno in questa canzone semplice con una musicalità ironica dall'impronta dance Anni '70».

OTTOBRE
«È il mese che preferisco, perché non fa né troppo caldo né troppo freddo. In ottobre per me si risvegliano i sensi, perché si colgono le sfumature fra l'estate appena finita e l'autunno appena arrivato. È la sospensione fra percezione e realtà: qualsiasi cosa appare più bella mentre ancora la desideri, rispetto a quando l'hai raggiunta. Anche qui tornano atmosfere musicali Anni '70».

SEI ANDATA VIA
«È il testo dell'intero disco di cui sono più soddisfatto. Tante metafore per parlare d'amore, paragonandolo a cose che ci circondano quotidianamente per descrivere quanto ci colpisce la sua mancanza. Impreziosito da percussioni latine, l'arrangiamento prettamente acustico ricorda Manu Chao: per la prima volta nella mia carriera ho usato i fiati».

UN PEZZETTINO
«Assieme al singolo sanremese, questa canzone è il manifesto di Fabrizio Moro oggi. Mi rispecchio nella musica, caratterizzata da un giro di chitarra acustica tipico dei brani di Fabrizio De André, un cantautore che ultimamente mi ha molto ispirato. Su questa progressione di accordi ho inserito loop e bassi dance con una chitarra grunge nell'inciso. E mi sento pienamente rappresentato anche dalle parole, che stigmatizzano la mancanza di sogni delle persone, che si accontentano di poco, di un pezzettino di tutto, e poi sputano sul governo. Io dico alla donna che amo che il suo amore mi spinge a volere di più e a volere dare di più. Senza accontentarmi di un pezzettino».


LE 6 CANZONI PRECEDENTI...


IL PEGGIO È PASSATO
«È una canzone di "rassegnazione positiva". C'è un momento nella nostra vita, soprattutto nella nostra adolescenza, in cui sei convinto di poter cambiare il sistema: è un fatto positivo, perché in questa convinzione trovi la forza per crescere. Una volta cresciuto, però, arriva un momento ancora più importante: la consapevolezza. Ti accorgi che certe cose non cambieranno mai. Allora ti concentri su te stesso e ti rendi conto che la cosa che conta davvero è il tuo piccolo spazio, gli affetti più cari, il rapporto col prossimo, la partita in tv con gli amici di sempre, la pancia della tua ragazza che magari aspetta un bambino, le piccole cose che con tanti sacrifici hai comprato... L'amore! Quando capirai questo, il peggio sarà passato. Escludo ovviamente gli eroi, ma io non lo sono».

SANGUE NELLE VENE

«Una dedica a tutte le persone che meritano rispetto, ma soprattutto a chi crede sempre nella vita: anche quando sta morendo, anche quando è rimasto con un po' di sangue nelle vene. È un testo che ho scritto quando è scomparso un mio caro amico, che fino alla fine ha sorriso e ha alzato il pugno con tutte le forze che aveva. La vita è la cosa più bella, per quanto ogni uomo è uguale a una stella. Questa canzone è dedicata a Enrico Morone».  

BARABBA
«Secondo il Vangelo di Giovanni, Barabba era un brigante detenuto dai romani durante i giorni della passione di gesù. Nel nostro paese oggi, se non sei figlio o parente o amico di una figura influente, devi farti il culo per vivere e per arrivare. L'idea di meritocrazia piano piano sta morendo, perché siamo governati da tanti Barabba, ai quali abbiamo lasciato le redini del gioco. La mia diffidenza ovviamente è rivolta alle figure istituzionali più importanti: il presidente del consiglio - non solo quello attuale, ma anche quelli passati e temo anche quelli futuri - e come lui capi di partito, cardinali, fino all'allenatore della nazionale. Oggi puoi fare ben poco se non sei amico di Barabba».

IL SENSO DI OGNI COSA
«Ho capito che potrei fare a meno di tante cose, che prima mi sembravano indispensabili. Ma so con certezza che non potrei fare a meno del vino, del pane e della donna che amo. Questa semplice canzone è per lei... Per sempre».

IL MOMENTO GIUSTO
«È un brano scritto pensando alle persone spaventate dalle decisioni. L'uomo che rimane sempre in bilico; quello che vorrebbe una vita al massimo, ma ha paura di morire giovane; quello che vorrebbe avere una carriera, ma ha paura di non avere una pensione e quindi cerca il posto fisso. L'uomo che ama le stronze, ma sposa una santa; e poi le mette le corna. Quello che vorrebbe scappare a cuba, ma ha paura di restare solo. Persone che giocano al lotto, credendo in una fortuna immaginaria. E rimandano, rimandano sempre, perché potrebbe essere domani il momento giusto».

MELODIA DI GIUGNO
«Le stagioni cambiano odori, colori e immagini. Certe immagini, certi colori e certi odori ci riportano spesso al passato, al ricordo di un amore che non tornerà più. Ogni volta che qualcosa mi ricorda una storia finita, ho la sensazione netta che il tempo stia passando in fretta e che io stia vivendo; allora sorrido e sono felice, anche se il tempo scivola via. Credo che sia fondamentale imparare dal passato. Credo che sia importante soprattutto imparare dalle storie che finiscono male: per non ripetere gli stessi sbagli e portare sempre dentro se stessi qualcosa della persona che hai amato. "Melodia di giugno" è dedicata a una persona scomparsa che mi ha insegnato questa cosa».

© Warner Music Italy - Tutti i diritti riservati
Responsabile Editoriale e Coordinamento generale: Warner Music Italy Warner Music Italy

Webmaster, Design, Hosting, Coordinamento Editoriale e Redazione
Meroni comunicare Meroni comunicare

Redazione: info@warnermusic.it
Per problemi tecnici: webmaster@warnermusic.it

sito aggiornato a febbraio 2010